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Degustazioni
edizione 2008
| Programma Degustazioni

 

 

 

 

 

 


Venerdì 30 maggio

Ore 16.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

Il Brunello e il Sangiovese Grosso (cod. VE30SN1630)

Assaggio di sei vini ottenuti col nobile vitigno toscano.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

Una selezione di 6 Brunello prodotti nel pieno rispetto dell'ambiente e della tradizione.

Una indagine seria e profonda sull'identità di questo vino che buca l'immaginario collettivo. Una scelta accurata dei vini che, secondo noi, esprimono al meglio terroir e animus pugnandi del territorio ilcinese. Una lettura libera e appassionata del vino prodotto col più anarchico dei vitigni: il Sangiovese Grosso.

Ore 18.00 - Degustazione guidata da Antonio Paolini. A cura di Associazione Nazionale Città del Vino, in collaborazione con il Centro Nazionale Vini Passiti Montefalco.

Dulcis in fundo, tutte le facce dei passiti italiani (cod. VE30LS1800)

Un’eccellenza dell’enologia italiana esaminata nelle sue migliori varietà.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni
Via Arco di Druso

Il Centro Nazionale Vini Passiti è stato ideato nel 1991 dal Comune di Montefalco, famoso per la sua denominazione di origine controllata e garantita Sagrantino, ottenuta nel 1992, che prevede la tipologia Passito, oggi una tra le più apprezzate nel suo genere.

Ha sede presso lo storico palazzo Santi Gentili recuperato dal Comune con finanziamenti dell'Unione Europea del programma Leader II gestiti dal Gal Media Alta Valle del Tevere e finalizzato alla realizzazione di forme innovative di promozione dei prodotti agroalimentari.

Al progetto ha collaborato l'Associazione Nazionale Città del Vino che ne ha ideato il marchio. Esso rappresenta, attraverso delle gocce dorate in forma di grappolo, la preziosità dei vini passiti.

Scopo del Centro è di promuovere la cultura e la valorizzazione dei vini passiti e dei loro territori di produzione attraverso studi e ricerche, incontri tecnici e manifestazioni a livello nazionale e internazionale.

In Italia si contano più di 40 vini passiti sugli oltre 100 di tutto il mondo, prodotti spesso in quantità limitate ma che rappresentano per molte aziende il fiore all'occhiello.

Un patrimonio culturale da salvaguardare e recuperare, migliorando la qualità e favorendone la conoscenza sul mercato e l'integrazione con il turismo enogastronomico.

La degustazione è un intrigante itinerario alla scoperta delle molteplici peculiarità dei passiti italiani, autentici presidi del territorio con i quali si identificano e memoria storica della cultura tramandata.

Assaggio di 6 tipologie di vini passiti, in abbinamento a formaggi pecorini ottenuti da latte crudo, e dolci della tradizione siciliana.

- Malvasia delle Lipari DOC Passito 2005, Fenech

- Montefalco Sagrantino DOCG Passito, Antonelli – San Marco

- Passito di Pantelleria DOC, Salvatore Murana

- Recioto di Soave DOCG Classico “Cortepittora” 2004, Cantina del Castello

- Trentino DOC Vino Santo “Arèle”, CAVIT

Caluso DOCG Erbaluce Passito, Coop. Produttori Erbaluce di Caluso

Sabato 31 maggio

Ore 12.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

La dignità delle piccole annate (cod. SA31SN1230)

Degustazioni di sei vini prodotti in annate definite “minori”.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

La critica frettolosa esalta o affonda annate a volte con troppa leggerezza e superficialità.

Questo incontro ha lo scopo di ribadire il valore del tempo e dell’attesa, in un mondo come quello del vino, onnivoro di scoop e privo della capacità dell'ascolto serio del racconto della vita del vino.

La gioia di riscoprire vini “figli di un Dio minore”, nobilitati dagli anni che ne hanno impreziosito i delicati equilibri iniziali, dimostra che l'agilità nel vino permette lunghi e inaspettati percorsi di crescita, mentre, al contrario, peso e volume ostacolano, molto spesso, un futuro radioso.

7 piccole annate 7 diversi territori.

Ore 12.30 - Degustazione guidata

Mortadella Senza Filtro (cod. SA31LS1230)

La Classica di Bologna Bonfatti ed il Prosecco Sur Lie di Loris Follador, fermentato sui lieviti; la riscoperta di due nobili prodotti dell’enogastronomia italiana.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni
Via Arco di Druso

MORTADELLA CLASSICA DI BOLOGNA

Emblema del cibo economico e veloce, il panino con la Mortadella, e sorta di fast food all’italiana, questo insaccato ha invece storia antica ed aristocratica, risalente al Medioevo.

Il Presidio è nato per valorizzare una produzione eminentemente artigianale ed ha appunto individuato in fase iniziale l’ultimo artigiano bolognese ancora attivo: Ennio Pasquini.

Con il suo aiuto la ricetta è stata avvicinata il più possibile a quella dei nostri nonni: si utilizzano solo suini pesanti italiani, ed i conservanti sono ridotti ai minimi termini (2 grammi mescolati a sale per 100 kg di carne). La concia è composta di sale, pepe nero in grani, pepe bianco macinato, macis, coriandolo, aglio pestato; la cottura avviene in stufe di pietra con una gradazione al cuore tra i 75 e i 77 gradi e, come involucro, è usata soltanto la vescica di suino, mai quella sintetica.

Al taglio non è rossa e rosata come quella industriale, ma tende leggermente al marrone chiaro; il profumo, non sostenuto da additivi ed aromi, è meno “prepotente” di quello delle altre mortadelle, ma sicuramente più complesso. Al gusto si ritrovano sensazioni di dolcezza, di delicatezza e consistenza del tutto particolari: l’insieme organolettico tende quindi alla suadenza più che alla sapidità.

Eccellente gustata a cubetti, la Mortadella classica di Bologna esprime il meglio servita in fette sottili, tagliate a coltello, accompagnate magari da un calice di spumante Metodo Classico o di Champagne.

PROSECCO DI VALDOBBIADENE SUR LIE CASA COSTE PIANE

Il vin col fondo è il prosecco come si faceva una volta, quando non c'erano macchinari costosi per spumantizzare. S’imbottiglia una settimana dopo Pasqua, si lascia a fermentare sui suoi lieviti un paio di mesi e poi è pronto da bere. È un prosecco a residuo zuccherino uguale a zero, torbidino e con sedimento. Loris Follador lo chiama Prosecco Sur Lie e ne fa 30.000 bottiglie l'anno.

Loris Follador fa parte dell'associazione Vini Veri, ama la pittura ed è convinto che solo il contadino possa fare il vino buono. È un ammiratore di Josko Gravner e del suo estremismo vinicolo.

 

Ore 15.30 - Degustazione guidata

Firriato e la valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani, la scoperta antropologica del territorio (cod. SA31LS1530)

7 vini ottenuti da vitigni tipici isolani.

Palazzo Leti-Sansi, Sala Degustazioni

“Osiamo dire che c'è stata, in Sicilia, una scoperta quasi antropologica del territorio, di cui i vini sono anche espressione. Il vento e il sole sono gli elementi naturali su cui il viticoltore fa affidamento per una buona produzione delle uve di qualità. Ed è nel cuore della provincia più vitata d’Italia, che nasce a metà degli anni '80 la Casa Vinicola Firriato”.

La tradizione più antica di questa azienda è la sua giovinezza e i produttori, Salvatore e Vinzia Di Gaetano, sintetizzano la capacità di fare impresa in tenacia e caparbietà. Sono convinti, infatti, che riuscire ad utilizzare le risorse di un territorio che naturalmente risulta essere uno dei più vocati del mondo per la coltura della vite, può portare alla produzione non solo di uve di alta qualità, ma anche alla produzione di grandi vini.

- Chiaramonte 2007 – Inzolia

- Altavilla della Corte 2007 – Grillo

- Quater 2006 – Blend di autoctoni a bacca bianca

- Charme 2007 – Nerello Mascalese e Frappato (vinificato in bianco)

- Quater 2006 – Blend di autoctonia a bacca rossa (Tre Bicchieri)

- Ribeca 2004/2005 – Nero D’Avola e Perricone

- Harmonium 2004/2005 – Nero D’Avola

Ore 16.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

I bianchi macerati e non: la comprensione della diversità (cod. SA31SN1630)

Sei bianchi dal carattere unico.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

Come nella vita, anche nel vino, la società contemporanea ci ha imposto dei modelli di riferimento precostituiti, che tendono ad appiattire la varietà che il vino, e la vita in generale, esprimono.

Quindi, tutto ciò che va oltre gli schemi spaventa.

L'originalità è vista come diversità e nessuno osa spingersi dove finisce l'ovvietà e comincia la vera conoscenza.

6 grandi bianchi fuori dagli schemi per avvicinarsi alla comprensione di uno degli aspetti più premianti del vino: l'imprevedibilità espressiva.

Ore 18.30 - Degustazione guidata da Giampaolo Gravina a cura del Consorzio Tutela Vini Montefalco, in collaborazione con Consorzio Tutela Vino Valpolicella Doc

Sagrantino vs Amarone (cod. SA31LS1830)

Confronto dialettico di 3 Sagrantino di Montefalco Docg e 3 Amarone della Valpolicella.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni
Via Arco di Druso

Un provocatorio duello all’arma bianca tra uno dei più grandi rossi italiani, il Sagrantino di Montefalco, ed i campioni dell’enologia nazionale.

Il primo appuntamento è con l’Amarone della Valpolicella.

Dalla comune emancipazione dalla progenie del Passito e del Recioto, alla progressiva diversificazione della tipologia, sino all’affermazione nell’Olimpo dei Grandi Vini Italiani.

L’incredibile escalation di due vini dal carattere eccezionale: forza ed eleganza a confronto.

Domenica 1 giugno

Ore 12.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

Il miracolo della creazione: la spontaneità della nascita in bottiglia (cod. DO01SN1230)

Degustazione di sei vini fermentati naturalmente.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

Il valore della sorbevolezza, la forza dei cicli naturali, la vita che si rinnova attraverso il vissuto dei lieviti, l'orgogliosa rusticità dei frizzanti naturali.

Sono tutti temi che animeranno il confronto su 6 vini che nascono dalla naturale fermentazione in bottiglia nella primavera successiva alla vendemmia, grazie al risveglio termico della natura.

I vini frizzanti più veri e autentici del nostro paese.

Ore 12.30 - Degustazione guidata

IncontroDiVino: grandi vini da piccoli produttori piemontesi (cod. DO01LS1230)

Piccoli e medi produttori, distanti tra loro pochi chilometri, estraggono caratteristiche completamente diverse dagli stessi vitigni del territorio regionale.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni

Via Arco di Druso

Dalla regione simbolo della qualità del vino italiano, il Piemonte, 10 grandi vini accumunati da un senso profondo del territorio e soprattutto da uno degli aspetti più belli, che anima questo piccolo gruppo: la condivisione e un senso reciproco del rispetto. Il vino diventa, così, il chiaro riflesso dell'onestà intellettuale di chi lo produce; non solo un liquido edonistico, ma un chiaro riflesso di quella componente umana, tanto preziosa e, purtroppo, oggigiorno sempre più latitante, nei vini figli dell'industria.
Assaggio di Barolo, Barbaresco, Roeso e molti altri.

Ore 16.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

La Sicilia ambientalista e i custodi della natura (cod. DO01SN1630)

Sei vini prodotti nel pieno rispetto della natura dell'isola.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

La viscerale composizione di profumi, sapori ed emozioni di quest'isola straordinaria, tradotta in 7 vini che raccontano soprattutto la storia di uomini e donne che si sono elevati dalla condizione di viticoltori a quella di veri e propri paladini della tradizione storica della produzione del vino, nel pieno rispetto dell'ambiente.

Un’immagine della Sicilia diversa da quella patinata dal successo commerciale dei vini da competizione... un tuffo in fisionomie espressive diverse e radicali che ne testimoniano il lato più epico e sensuale.

Ore 17.30 - Degustazione guidata a cura del Consorzio Tutela Vini Montefalco, in collaborazione con Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero

Sagrantino vs Nebbiolo (cod. DO01LS1730)

Confronto di 3 Sagrantino di Montefalco Docg e 3 Barolo Docg.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni

Via Arco di Druso

Il secondo appuntamento delle sfide del Sagrantino è dedicato al confronto con Sua Maestà il Barolo.

Vitigni entrambi di nobile struttura, con incredibile contenuto di polifenoli, il Sagrantino ed il Nebbiolo, esprimono vini dalla personalità esuberante, che solo il tempo riesce ad ammansire, grazie all’azione levigatrice dei tannini.

Il valore della complessità attraverso l’assaggio comparato di 6 vini dalla fitta ed avvincente trama tannica.


Lunedì 2 giugno

Giornata dedicata ai ristoratori ed all’HORECA organizzata da FIPE

Ore 12.30 - Degustazione guidata da Sandro Sangiorgi

Le vendemmie delle Trame: la sensibilità femminile in difesa del territorio (cod. LU02SN1230)

Assaggio di 6 annate del Chianti Classico Le Trame di Giovanna Morganti.

Chiostro San Nicolò, Sala Degustazioni
Via G. Elladio

Coltivare per anni un desiderio e avere la determinazione e la calma di perseguirlo. La storia personale si intreccia inevitabilmente con quella del vino.

Giovanna ne è una pratica dimostrazione e il Le Trame rappresenta bene la sintesi straordinaria tra uno dei territori più storicamente vocati e la nobile scontrosità del sangiovese, il resto è tutto merito della sua femminile sensibilità nell'interpretare al meglio i segnali della natura.

Il concetto di diversità delle annate attraverso il racconto di 6 vendemmie del Chianti Classico Le Trame.

Ore 12.30 - Degustazione guidata

Il tempo e il bianco, dal 2006 al 1987: perchè il tempo è misura della qualità (cod. LU02LS1230)

Degustazione verticale di Alture Bianco e Perle d’Uva ottenuti con un’artigianale interpretazione delle tecniche enologiche da Gaspare Buscemi, enologo artigiano a Cormons.

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni
Via Arco di Druso

A cura di Gaspare Buscemi, enologo artigiano, e AIS

Un vinificatore artigiano, enologo, che da oltre 40 anni opera con il piccolo viticoltore, per la sua formazione enologica, nella convinzione che la tipicità di un prodotto si esalti solo prendendo il meglio dalla tradizione e attraverso il lavoro artigiano dell'uomo.

Per la cultura, che nasce dalla tradizione di ogni territorio mediterraneo, quindi anche italiano, il vino è un valore oggettivo che il tempo accresce o annulla, distinguendo così le produzioni importanti da quelle correnti. E' un valore contadino e artigiano; è il valore che da secoli sostiene il primato del vino francese, ma che ancora oggi, inspiegabilmente ignorato dal nostro stesso sistema normativo, non è riconosciuto al vino italiano, anche quando ne è grande espressione.

Una degustazione verticale di vini giovani e riserve massime di oltre 20 anni, per conoscere ed apprezzare il valore del tempo.

 

Ore 17.30 - Degustazione guidata

L’Amarone Masi (cod. LU02LS1730)

Un’affascinante verticale di Costasera Amarone Classico attraverso un itinerario che abbraccia tre decenni di storia.

La storia di Masi è la storia di una famiglia e dei suoi vigneti a Verona, nel Veneto. Il nome stesso deriva dal “Vaio dei Masi”, la piccola valle acquisita alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Boscaini, tuttora proprietaria. L'azienda si è man mano allargata con acquisizioni successive nelle migliori aree storiche di produzione delle Venezie. Tra gli altri, Masi gestisce i più storici vigneti della Valpolicella, quelli dei Conti Serego Alighieri, che dal 1353 appartengono ai discendenti del poeta Dante. Recentemente ha sviluppato progetti in Toscana (Poderi del Bello Ovile in collaborazione con Serego Alighieri), in Argentina dove è presente con un impianto viticolo ed enologico presso i “Vigneti la Arboleda” che produce con il marchio Masi Tupungato, e in Trentino, dove ha avviato una collaborazione con la storica Azienda dei Conti Bossi Fedrigotti di Rovereto.

Le coste rivolte al tramonto, in Valpolicella Classica le migliori per un Amarone di razza. Qui, dove è più lunga la giornata, le vigne che guardano il Lago di Garda si avvantaggiano del riflesso della sua luce e del suo clima più mite. L'Amarone, vino unico per origine, varietà antiche e metodo di produzione (vinificazione di uve appassite per 3-4 mesi sui graticci), esprime in Costasera particolare maestosità e complessità.

Costasera Riserva: è una selezione particolare del Costasera, emblematico Amarone di Masi, proveniente dalle coste collinari che guardano “a sera” e si avvantaggiano del riflesso di luce e del clima mite del Lago di Garda. Si caratterizza per la presenza dell'antica uva Oseleta, riscoperta da Masi, per un più lungo appassimento delle uve (oltre 120 giorni) ed un prolungato affinamento in fusti pregiati e parzialmente nuovi.

Degustazione verticale di sei annate di Costasera Amarone Classico e Riserva:

- 2005

- 2003 Ris

- 1997

- 1995

- 1990

- 1988

Palazzo Leti Sansi, Sala Degustazioni
Via Arco di Druso

Un evento
Organizzazione

e con il patrocinio di